Short sul Corriere

10 Ottobre 2008

Perché non si può avere una stampa migliore di questa?

Il primo Cdo (Collateralized debt obligation) risale al 1987. Da allora è stata una fioritura senza fine di innovazioni finanziarie che hanno fatto credere ai loro inventori, matematici privi di filosofia benché talvolta premiati con il Nobel, come Merton e Scholes, di aver trovato la pietra filosofale del secolo XX. Costoro hanno studiato complicati algoritmi in base ai quali costruire portafogli immunizzati, e cioè esposti a un rischio complessivo inferiore a quello dei singoli titoli che racchiudono. I modelli matematici giocano su tre fattori: la diversificazione dei titoli, la scarsa correlazione dei rischi relativi e la diversità delle scadenze che consente di articolare nel tempo i flussi di cassa. Gli innovatori hanno creduto di poter elevare così il rendimento del capitale investito in queste strutture sintetiche senza elevare in proporzione il rischio. I banchieri ci hanno creduto volentieri. Le banche maggiori hanno ridotto gli impieghi classici e si sono imbottite di questi strumenti. Confidando sugli algoritmi, non hanno di pari passo irrobustito il patrimonio. Anzi.Ma i rischi si possono spostare, non cancellare. E al dunque ritornano.

Neanche sfiorato dall’idea che si sia abusato dei modelli, o che siano stati usati male: è proprio colpa loro. 100% di certezza.

Un’operazione che ha indebolito la propensione all’investimento, come nel caso della Exxon, e alla spesa in ricerca e sviluppo, come nel caso della Microsoft e delle altre imprese high tech, che hanno investito nella riduzione del capitale, addirittura indebitandosi, multipli di quanto hanno speso nei laboratori.

Se l’autore dell’articolo avesse consultato anche solo una persona con un minimo di conoscenza di finanza aziendale, o se solo avesse sfogliato un bilancio di Microsoft, non avrebbe scritto questa “grande, strepitosa, gigantesca c*zzata”: Microsoft è, per chi studia la struttura finanziaria delle imprese e la politica dei dividendi, il “paradosso Microsoft” (the “Microsoft Paradox”: servito a piacere nelle migliori- e peggiori- business school del pianeta): 17 anni di quotazione senza dividendi (fino all’anno scorso, per la precisione), zero debito. La negazione di buona parte della teoria finanziaria in materia. Di certo non ha usato il debito per gonfiare il ROE e distribuire liquidità ai soci, come scritto nell’articolo.

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