Garanzia sui conti correnti
9 Ottobre 2008
Dopo aver letto l’editoriale (ammirevole, visti i tempi) del prof. Giavazzi, evidenzio una cosa: con la garanzia pubblica sui conti bancari, i vostri/nostri risparmi non sono al sicuro.
Lo Stato, se non ve ne siete mai accorti, siamo noi, ed i nostri portafogli: i soldi che lo stato userebbe per rimborsare le perdite sui conti correnti sono soldi nostri. Lo farebbe verosimilmente aumentando il debito pubblico: quindi, userebbe i vostri redditi futuri (su cui pagherete le tasse, con cui lo stato rimborserebbe il debito… a voi stessi!) per ricostituire oggi i vostri risparmi. Sostanzialmente, sarebbe una forzosa ricostituzione dei risparmi privati, tramite una operazione che assomiglia molto alla cartolarizzazione dei redditi futuri dei cittadini. Insomma, state garantendo coi vostri redditi di domani i vostri risparmi di oggi. In pratica, se lo stato esercita la garanzia, vi state autorifinanziando i vostri risparmi: ovvero, in altre parole avete perso i vostri risparmi.
La manovra non sarebbe altro che una ridistribuzione da chi produrrà redditi domani a chi ha risparmi oggi (la vittoria della rendita sul lavoro, potrebbe azzardare qualcuno…): una ridistribuzione intertemporale dei redditi.
In termini ancora più pratici: a seguito del fallimento delle banche tradizionali, lo stato ci trasformerebbe nella banca di noi stessi. Ci faremmo credito da soli, dando in garanzia i nostri redditi futuri. Sai che gioia… In ogni caso, i risparmi andrebbero persi.

9 Ottobre 2008 at 14:33
Da quanto letto in giro non mi sembra che le cose siano così, il Fondo è un ente del tutto privato:
http://www.fitd.it/
Non mi pare sia lo Stato (cioè giustamente noi) garantisca di tasca propria.
9 Ottobre 2008 at 14:38
Col decreto di ieri il governo ha aggiunto una garanzia pubblica sui depositi bancari.
9 Ottobre 2008 at 18:39
Meglio fare chiarezza anche per quanto riguarda il fondo di garanzia. Non è un fondo con 1 trilione di euri a garanzia.
E’ un consorzio: se una banca fallisce, le altre tirano fuori i soldi e pagano.
Mi pare evidente che è un sistema che funziona in caso di fallimenti isolati e non in caso di crisi sistemica, che è ciò che si teme. In tal caso, interverrà (presumo) il governo, e succederà ciò che è descritto nel post.
Certo si dice di tutto per evitare la corsa agli sportelli: al di là di ogni considerazione generale, un bank run è in grado di far fallire qualsiasi banca in qualsiasi circostanza, anche in perfetto stato di salute.
13 Ottobre 2008 at 08:26
[...] – lo Stato non sarebbe in grado di fronteggiare in breve termine una situazione del genere. Su Lakeside Capital si fa giustamente notare che a garantire, in ultimo, non è il cittadino Berlusconi, ma lo Stato. E [...]